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C’è una domanda che si ripresenta a tutti, quasi ciclicamente.
Dove sono io oggi? Quale posto occupo?
Il prodotto riusciamo spesso a collocarlo, la persona quasi mai.
Abbiamo sempre la sensazione che il nostro personal branding sia qualcosa di impolverato, da tenere lì, dietro le quinte.
Se qualcosa freme per tornare in scena, forse è tempo di dare ascolto anche a quello.
”Le persone non comprano prodotti e servizi ma relazioni, storie e magia” – Seth Godin
C’è un momento in cui scegliamo che qualcosa o qualcuno fa per noi. Non è l’ultimo della catena ma il primo.
E per scelta non intendo l’acquisto ma qualcosa di molto più profondo. Parlo di quel sentire, l’intuizione che ci dice che quella strada è la nostra.
Lo facciamo ogni giorno, sia per le piccole che per le grandi scelte, spesso senza nemmeno rendercene conto.
Abbiamo bisogno di quel sentire perché ci orienta, ci rassicura.
È quell’indizio che non vedono tutti, quello che si nasconde lì dietro, in attesa di incrociare noi, in quel punto, in quel preciso istante.
Un gesto, una parola, uno sguardo, tanto basta per segnarci la via. E a quel punto la seguiamo ciecamente.
Quel punto esatto, in cui noi scegliamo qualcuno, è lo stesso in cui dobbiamo fermarci, per farci scegliere da qualcuno.
Mettiamoci lì, pronti a farci trovare. Chi è pronto per riconoscerci riuscirà a farlo.
Al personal branding non servono grandi coordinate ma soltanto alcune semplici tappe. La fiducia non ha bisogno di grosse strutture, viaggia più sulla sensazione che sulla comprensione.
Ribalta la prospettiva e chiediti: di cosa mi fido io? Di gesti spontanei, di sguardi sinceri? Allora ritorna lì, dove nasce quella fiducia e giocati la carta del primo incontro.
Quella è la strada giusta, che porta verso la scelta.
A presto,
Claudia

Sono consulente e formatrice di comunicazione e marketing digitale. Conosciamoci per dare una nuova direzione alla strategia del tuo business.